Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/375

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senza nanca voler, sapere per istraforo: — „Ho saputo per istraforo che la pingue dote vantata si risolve a un po’ di grillaia mal coltivata;“ senza saver ne perchè ne per cos^, sa, senza sapere nè perchè nè per come, o senza sapere nè che nè come, — senza dire nè ai nè bai; studiar e saver sempre meno, aver imparato il bue a mente, — far come le uova che più che bollono e più assodano, — essere come l’ancora, che sta sempre nel mare e non impara mai a nuotare; saver el fato suo, conoscere il fagiuolo dal cece, — conoscere l’acquerei dal mosto, o il mosto dall’acquerello; saver far i fati sui, sapere di barca menare; saver misciarse, sapere maneggiarsi; saver avanti, met. antivedere; saver a menadeo, sapere- a menadito, — conoscere come l’abbici, o come l’Avemmaria; saver una roba cani e porchi, met. sapere che si sia insino i pesciolini, — essere scritta quella cosa in su’ boccali di Montelupo: — „Ea la spia ? gran novità l’ è scritta in su’ boccali di Montelupo;- no ver de saver, met. non interessare: — „Se a mi no me ga costà gnente, questo no ga de saver lu. = Se a me non ha costato nulla questo non ha da interessargli; „saver una roba proprio com,e che la sta, o come che la xe, sapere una cosa per appello e per appunto; la sa, o ti sa come la xe ? inter. spicciativa: sa, o sai che è? — sa, o sai come è? — la sa, o la sai la nuova?: — „E sai come è ? i’ non ci veng’altro, dicano che vogliono;“ se sa, si sa; se sa che, si sa che; so ben mi quel che digo, so quel che io dico quando dico torta; saver de brusà, sapere di bruciaticcio; — de brustoìin, sapere di leppo; — de lispio, sapore di mucido; —defreschin, allezzare, sapere di lezzo; — de scaldà, sapere di ribollito; —• de mufa, sapere di tanfo; — un poco de brusà, de brustoìin, ecc. accennare l’abbruciaticelo, il leppo, ecc.: — intingolo che accenna l’abbruciaticelo.“ — „Non voglio questa carne; ha un accenno di mucido.“ Savio, agg. e sm. saggio, sapiente, savio; i savi bisogna che gabi giudizio per i mati, prov. chi ha più senno e più ne adoperi, — i matti mordono, e i savi se ne accorgono, — un matto getta una pietra nel pozzo, che poi ci vogliono cento savi a cavarla fuori; sa più un mato in casa sua che un savio in casa dei altri, v. casa.

Savori, sm. sapone; che partecipa della qualità del sapone: saponaceo: — „Erbe saponacee.“ — «Mistura saponacea;“ lavarghe la testa al mus.se perdi la fadiga e el savon, v. fadiga.

Savonada, sf. ranno, saponata.

Savonar, va. insaponare.

Savonaria, sf. saponeria.

Savoner, sm, saponaio.

Savor, sm. gusto, sapore, savore.

Savorazo, sm. saporaccio.

Saziada, sf. mangiatacela, satollezzà, scorpacciata.

Saziar, va. satollare, saziare; met. sodisfare.

Sazio, agg. satollo, sazio; met. appagato, soddisfatto; no esser mai sazio, èssere un botro: — „Bimbi che sono tanti botri;“ massa, sazio, m. prov. a gusto guasto non è buon alcun pasto, — allo svogliato il mele pare amaro, — a molti puzza l’ambra, — colombo pasciuto ciliegia amara, — gusto guasto è come vin da fiasco.

Sbacheteda, sf bacchettata; batacchiata.

Sbachetar, va. bacchettare.

Sbadiliada, sf. sbadigliamento, sbadiglio, sbaviglio.

Sbadiliar, va. sbadigliare; sbadiliar per aver visto sbadiliar, risbadigliare; no far altro che sbadiliar, oscitare, sbadigliacchiare: — „Ha. sbadigliacchiato durante tutto il concerto, lo sfacciato !“

Sbadiliarola, sf. svergheggiamento.

Sbagazada, sf. cancellatura, cancellazione.

Sbagazar, va. cancellare, impiastrare, sbagazzare; scarabocchiare.