Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/74

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68 il signore che pranza in trattoria


Seconda boccata. Trova una mosca nei maccheroni. La piglia delicatamente con le dita: la butta via. Respinge il piatto e batte col coltello.

Viene il pollo, durissimo. Sforzi eroici per tagliarlo. Sfugge dal piatto: lo infilza con la forchetta a metà della tavola e lo ricaccia nel piatto. Sforzi inutili per tagliarlo. Depone forchetta e coltello, e rompe il pollo con le mani, ma la carne non si stacca dall’osso. Chiama un cane: gli dà i pezzi del pollo, facendolo stare in piedi e attento al segnale.

Aspettando l’insalata, rompe un panino e vi trova un lungo capello: lentamente lo estrae.

Insalata. Prende il sale con la punta del coltello e insala, battendo con due dita della mano sinistra sul coltello. Cerca il macinino del pepe. Chiede scusa a un signore vicino e glielo prende. Mette pepe. Cerca posto per posare il macinino, essendo la tavola ingombra. L’oliera è troppo lontana. Deve alzarsi e piegarsi molto per prenderla e avvicinarla. Cava il tappo dell’aceto mettendolo nel buco. Versa aceto rapidamente e ritappa. Cava il tappo dell’olio. Versa olio con moto circolare lento,