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102 i marmi - parte prima


Vedete che l’Aguglia, che era sotto terra anch’ella, perché non era di pezzi, si cavò fuori intera intera: il palazzo è di pezzi, però non si può trar fuori saldo e intero.

Barlacchi. Questa né è stata piú detta su’ libri né a bocca; e sará Mondo nuovo da dovero.

Cerrota. Le figure che si fanno di terra si cavano di sotto terra; ma perché le son tènere, bisogna farle nascere a poco a poco.

Barlacchi. Forse che quelle che si cavano di sotto terra a Roma, perché son dure, nascono intere e, per esser dure, si sbarbano intere intere.

Cerrota. A quelle che manca la testa o il piede, la gamba o una mano?

Barlacchi. Sonvi state poco sotto terra; bisognava lasciarvele insino che le facessin tutti i membri.

Cerrota. Le son pazzie da dire le vostre?

Barlacchi. Sí, che siate Salamone, voi, e dite cose savie, per dio!

Cerrota. Mettiamo che voi non avessi mai piú veduto lume e uno vi mostrassi un pinocchio, poi vi mostrassi un pino e vi dicessi: — Vedi tu questo cotalino picciolo? Io lo voglio far diventar grande come questo arbore. — Voi ve ne ridereste. — No — direi io — qui sotto terra è questo arbore, dove lo ficco questo poco di cosa. — Egli poi nascessi e crescessi e voi vivessi tanto infino al par di quello, che direste voi? Non potresti giá dir altro se non che a poco a poco e’ fosse uscito di sotto terra, e direste il vero. — Noi altri mangiamo tutte le cose che di sotto la terra escono e ce le mettiamo in bocca, perché le ci fanno crescere — dirá ognuno. — Messer no, che la non è cosí: la terra dá della terra all’altra terra, che sián noi, e noi della nostra diamo all’altra; poi alla fine noi ci adiriamo insieme, perché ciascuna di queste terre gli pare esser da piú, e una dice: — Io ti lavoro — e l’altra: — Io ti pasco e ti fo crescere; ciò che tu hai, l’hai cavato di qua sotto; dammi il mio! — Non — dicián noi — l’ho fatto io di sopra questo palazzo, questa roba e ogni cosa. — E’ non è vero; tutto è