Pagina:Doni, Anton Francesco – I marmi, Vol. I, 1928 – BEIC 1814190.djvu/209

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

ragionamento della stampa 203


uomini; e, ficcato dentro certi reticini a sacchi, ne cominciarono a cavare questi benedetti pesci che ’l Bargiacca vi metteva di mano in mano dentro; e quando i forestieri gli viddero si begli, sí vivi e in tanta abondanza di pesce la cittá, stavano -come spiritati. — Siate voi sodisfatti? voletene voi piú? — disse il Torniamo. Volle la sorte che un di loro disse: — Io gli vorrei cotti e non piú crudi; e’ mi par mille anni che noi gli mangiáno. — Ancor de’ cotti, — disse il Zucca, — se ne può avere. — E, mandato giú la rete, ne trassero una parte di quel del cestellino; onde le risa e l’allegrezza fu grande. La sera, a notte, certi che viddero pescare in questa maniera, ne vennero, come la fantasma, a metter le reti loro lá dentro, credendosi di pescare similmente come il Zucca e il Torniaino fatto aveano; ma vi consumarono il tempo e stracciaron le reti; onde ne fu levata una canzona per Firenze, che cominciava, se ben mi ricordo: «Reti, pesci e pescatori», e finiva: «Tu non pescasti al fondo, bel forestiero»; che i plebei, su quel verso del canto e de’ versi delle parole, hanno fatta poi quella della Lavandiera.

Verdelotto. Giá feci un canto per carnesciale, che diceva di cotesta novella: Il canto de’ pescatori senza frugatoio, si chiamava, cred’io.

Zinzera. Cosí fu: io cantai il quilio, e pescai ancor la notte assai bene.

Plebei. Noi ve lo crediamo: cosí si pescasse egli stasera, ma col frugatoio! Deh, di grazia, signora Zinzera, dite la vostra.

Zinzera. Troppo tosto mi volete legare: ditene due altre; se ben le son plebee, non monta nulla; a ogni modo ai Marmi bisogna che ci si dica delle belle e delle brutte, da far ridere e da stomacar le persone, altrimenti la cosa parrebbe fatta a posta e non a caso.

Verdelotto. Di grazia, di’ quella, Zinzara, quando il tuo compare disse che tu serrassi la bottega.

Zinzera. Son contenta, per amor vostro. Passavano una sera mio marito (che Dio gli faccia pace all’anima) e mio compare da casa, una state, dove io mi stava su l’uscio al fresco; e ben sapete che io non teneva cosí serrate le ginocchia, ma