Pagina:Doni, Anton Francesco – I marmi, Vol. II, 1928 – BEIC 1814755.djvu/96

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ragionamento di diverse opere e autori 91


non può far secento sessanta sei. Ora udite in che modo. Qua bisogna che voi v’imaginiate di trovar l’alfabeto perfetto e i numeri perfetti, ciò è non metter piú lettere nell’A B C né multiplicar piú numeri che sia il dovere: voi direte, verbigrazia, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10; come voi sète al dieci, se voi dicessi undici, per abaco 11, verresti a raddoppiare gli uni; però bisogna dire, dopo il dieci 20, 30, 40, 50, 60, 70, 80, 90 e cento 100; poi non dir cento uno, 101, per non duplicar, ma dugento, 200, 300, 400, 500, eccetera: piglierete, adunque, l’alfabeto intero senza levarne una lettera, in questa forma, e sotto vi metterete i numeri, come vedrete:

A B C D E F G H I K L M N O P Q R S T V X Y Z
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 20, 30, 40, 50, 60, 70, 80, 90, 100, 200, 300, 400, 500

Quando io ebbi ridotto questo alfabeto e questi numeri a tal perfezione, ché voi vedete che non si lieva o pone cosa alcuna, ma rettamente, senza tirar la cosa per forza d’argani, cominciai a scriver quelle lettere, secondo che mi parve d’udire nelle letame:

30 Martin Lutera.
1 A
80 R
100 T
9 I
40 N
260

E, sommando questo abaco, trovo che questa prima parte rileva dugento sessanta. Poi presi l’altra parte del nome e nel medesimo modo e forma posi le lettere e i numeri similmente:

20 Lutera.
200 V
100 T
5 E
80 R
1 A
406