Pagina:Due novelle aggiunte in un codice del MCCCCXXXVII.djvu/26

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però che le cose nobili che in Roma si vedevano, per gli ignoranti volgarmente si diceva essere da Ravenna venute, non come depositaria di Roma, ma come ivi e composte e lavorate fossero. Molte adunque delle cose nobili a Ravenna rimasero, perchè le chiese di quella e di colonne e di marmori e d’intagli e d’altre nobili cose s’adornarono, ed in alcune di quelle per li papi, che per li tempi furono, vennero concedute molte indulgenze e grandissimi perdoni, e ancora oggi per molti uomini e donne vi si ha grandissima divozione. Nella quale cittade, non è gran tempo, fu una gentile giovane, vaga e bella, il cui nome fu madonna Elisa della casa de gli Onesti, la quale di non molto tempo vedova rimasa d’uno nobile giovine, Bernardino de’ Traversari1 chiamato, in vita vedovile onestamente vivendo;

  1. Le famiglie Onesti e Traversari furono delle principali di Ravenna; e veggasi il Decamerone del Boccaccio, nov. 8, gior. 5.