Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/224

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In questo momento la sua rabbia era altrettanto più grande in quanto che sospettasse sì che Cornelio avesse un secondo tallo, ma il sospetto era la sua certezza.

Spiò perciò Rosa e seguilla non solo nel giardino, ma ancora ne' corridoi.

Solamente, siccome questa volta seguivala allo scuro a piedi scalzi, non fu nè visto nè sentito, menochè a Rosa parve vedere sbalugginare un non so che come un’ombra verso la scala.

Ma gli era troppo tardi; Boxtel aveva saputo dalla stessa bocca del prigioniero resistenza del secondo tallo.

Scotto della furberia di Rosa, che avesse fatto sembiante di non accorgersene dalla caselletta, e non dubitando, che quella commediola non fosse stata rappresentata per isforzarlo a tradirsi, ei raddoppiò di precauzione e messe in scena tutti gli accorgimenti del suo spirito per continuare a spiare altrui senza esser’egli spiato.

Vide portare da Rosa un gran vaso di maiolica di cucina in camera; vide che Rosa lavossi poi a molte acque le sue belle manine tutte imbrattate di terra, che aveva impastata per preparare al tulipano il miglior letto possibile.

In fine prese in una soffitta una cameretta giusto in faccia alla finestra di Rosa, abbastanza distante da non poter essere riconosciuto a occhio nudo, ma abbastanza vicina per potere seguire col soccorso del suo cannocchiale tutto quello che fosse fatto al Loevestein nella camera della giovinetta, come aveva seguito a Dordrecht tutto quello che facevasi nel prosciugatoio di Cornelio.