Pagina:Elogio della pazzia.djvu/214

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della pazzia 201

vi entrasse il soccorso dello spirito. Rappresentando questo mistero la passione del Salvatore, fa mestieri che la rappresentino anche i fedeli col domare, spegnere e seppellire le loro passioni, a fine di risorgere a nuova vita, e di unirsi a Cristo ed alle sue membra. I santi sogliono assistere alla S. Messa con tale disposizione; ma non così la maggior parte degli uomini, perchè non riconoscendo in questo sagrificio che l’obbligo di assistervi, si contentano di guardare, di udire, di stare attenti al canto ed alle cerimonie. Non è però soltanto nelle cose da me or ora riferite per modo d’esempio, che gli uomini più rompono ogni commercio coi corpi e colla materia; ma, per sollevarsi ai beni eterni, invisibili e spirituali, fanno generalmente lo stesso in tutto ciò che accade nel corso della vita. Poichè dunque i divoti e gli indivoti sono tra loro in una perfetta opposizione, voi vedete bene che devono risguardarsi vicendevolmente come tanti pazzi; ma io vi giuro, in fede di pazzia, che i naturalisti hanno ragione in questa contesa, e che i divoti sono quelli che meritano il titolo di pazzi. Voi stessi non potrete negarlo, quando vi avrò brevemente dimostrato, che quella infinita ricompensa alla quale corron dietro con tanta ansietà, non è che una specie di furore. Convalido il mio sentimento con un oracolo del divino Platone: Il furore degli amanti, dice questo filosofo entusiasta, è il più felice di tutti. Infatti un amante passionato non vive più in sè stesso, ma nella persona che si è impadronita del suo cuore; e quanto più esce da sè medesimo per trasfondersi nell’oggetto del suo amore, tanto più sente raddoppiarsi il suo piacere. Non avremo noi egualmente ragione di qualificare col nome di furore anche lo stato di un’anima di-