Pagina:Elogio della pazzia.djvu/47

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34 elogio

luogo il condimento della Pazzia. Giusta la definizione degli Stoici, il savio è quello che vive secondo le regole dalla ragione prescritte, e il pazzo all’incontro è colui, che si lascia strascinare in balìa delle sue passioni; quindi, per timore che la vita dell’uomo esser dovesse trista ed infelice, Giove ha voluto caricare molto più la dose delle passioni che quella della ragione, e la loro differenza è per lo meno come uno a ventiquattro. Inoltre ha relegata questa ragione in un angusto cantoncino della testa, lasciando tutto il resto del corpo in preda ai disordini ed alla confusione. Quindi Giove, non contento ancora di questo, ha unito alla ragione, la quale è sola, due fortissime passioni, a guisa di due impetuosissimi tiranni; l’una è la Collera, che domina nel cuore, in questo centro dei visceri, in questa sorgente della vita; l’altra è la Concupiscenza, che stende il suo impero dalla più tenera giovinezza fino all’età più matura. Quanto poi vaglia la ragione contro questi due tiranni, abbastanza lo dimostra l’ordinaria condotta degli uomini. Ella prescrive i doveri dell’onestà, grida contro i vizj fino alla raucedine; questo è tutto ciò che può fare; ma i vizj ridonsi della loro Regina, gridano assai più forte e più imperiosamente di lei, onde questa povera sovrana, non avendo più lena, è costretta finalmente dalla necessità a cedere e ad acconsentire a’ suoi rivali.

Del resto, essendo nato l’uomo pel maneggio e per l’amministrazione degli affari, era giusto per questo titolo aumentare un poco la sua piccolissima dose di ragione; ma volendo Giove prevenire alla meglio questo inconveniente, amò di consigliarsi meco su tale oggetto, come suol fare anche nel resto. Io gli diedi un parere veramente degno di me: Signore,