Pagina:Elogio funebre di Carlo Felice I di Savoia (Marongiu Nurra).djvu/18

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allora i suoi soccorsi rispetto a quel poco che traea per la decorosa sua sussistenza: e non era certamente questo il primo atto d’amore benefico che mostrasse a’ nostri Cittadini la verace sua predilezione. Voi lo vedeste il buon Principe giunger lieto a quest’amena Città, ed onorare di sua real presenza quei sudditi, che altro offrir non poteano a sì gran degnazione che la loro fedeltà antica, pegno gloriosissimo della bella Figlia di Torres. Ed oh! quanto Egli allora largheggiava in un coi Germani Augusti verso la misera umanità, lasciando ovunque l’amore il portasse eterne memorie di virtù benefica ed eccelsa! Nè tacer poss’io il costante suo attaccamento ai Sardi, mostrato con generosità sempre grande eziandio di là dei mari, quando spuntò propizia l’aurora a recar la calma in Italia, e quando da noi il divise la stima ch’Egli facea dell’Augusto Germano, quell’adorabile Monarca Vittorio Emanuele, il quale sostenne da forte il Trono per la fedeltà dei Sardi in mezzo alle più terribili scosse della procella del secolo. Carlo Felice rimette generosamente il suo appannaggio a sussidio degli amati suoi Regnicoli, che con tanto più spontanea volontà l’offrivano, in quanto che la beneficenza di lui era senza limiti: e rin-