Pagina:Eminescu - Poesie, 1927.djvu/31

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Introduzione XXVII

«L’ho visto», raccontava a D. Teleor 1 un fratello del prof. Găvanescu, col raschiatoio di ferro in mano, che livellava i moggi pieni di grano, come è uso di fare quando si caricano a bordo i cereali. Mi fermai a guardarlo. Faceva proprio compassione. Era vestito sommariamente con dei calzoni di tela azzurra e una giacchetta di stoffa ordinaria. Nè camicia, nè calze, nulla! Questo facchino che sapeva leggere non era altri che Michele Eminescu. Iorgu Carageale 2 lo prese con sè come suggeritore. Era un ragazzo molto intelligente, Eminescu; forse più intelligente del necessario! Dopo aver finita la nostra serie di rappresentazioni a Giurgiu, partimmo per Bucarest, dove Eminescu entrò come suggeritore al Teatro Nazionale e «cominciò a scriver poesie 3

Come vivesse a Bucarest Eminescu durante il tempo che fu suggeritore al Teatro Nazionale sappiamo da un articolo (Eminescu a Bucarest) pubblicato nel Luceafărul dal sig. St. Cacoveanu:

Quasi alle spalle dell’albergo Hugues sorgeva la casa dove abitava l’attore Pascali, proprio dirimpetto al Ginnasio Michele il Bravo. In quel medesimo edificio, al piano superiore, dopo esser passati per un corridoio stretto ed oscuro, si giungeva alla stanza di Eminescu accanto a quella d’un fratello di Pascali, impiegato a Bucarest. La stanza di Eminescu, fornita d’una sola finestra, misurava non più di quattro passi in larghezza e cinque in lunghezza. Entrando in essa dal corridoio, vedevi subito la finestra nel fondo, dirimpetto alla porta. A sinistra, in un angolo, una stufa di mattoni. A due palmi di distanza dalla stufa, lungo la parete

  1. (1) D. Teleor, Eminescu intim. Bucureşti, «Lumen», 1910.
  2. (2) Dunque l’attore di cui parla I. L. Carageale nel brano precedentemente citato era proprio suo fratello Iorgu!
  3. (3) Inesatto. Abbiam visto che Eminescu aveva cominciato a pubblicar le sue poesie fin dal 1866.