Pagina:Eneide (Caro).djvu/121

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80 l’eneide. [720-744]

720Tanto concorso. Avean la porta cinta
Di schiere e di testuggini e di travi,
E d’ambi i lati a la parete in alto
Appoggiate le scale; onde saliti
E spinti un dopo l’altro, con gli scudi
725Si ricoprian di sopra, e con le destre
Rampicando salian di grado in grado.
     A rincontro i Troiani, altri di sopra
Muri e tetti versando e torri intere,
I travi e i palchi d’oro e i fregi tutti
730De la regia e de’ regi avean per armi;
Fermi a far sì (poich’eran giunti al fine)
Ch’ogni cosa con lor finisse insieme:
Ed altri unitamente entro a la porta
Stavan coi ferri bassi, in folta schiera
735A guardia de l’entrata. E qui di novo
A sovvenir la corte, a far difesa
Per entro, a dare a’ vinti animo e forza
Mi posi in core: e’n cotal guisa il fei.
Era un andito occulto ed una porta
740Secretamente accomodata a l’uso
De le stanze reali, onde solea
Andromaca infelice al suo buon tempo
Gir a’ suoceri suoi soletta, e seco
Per domestica gioia al suo grand’avo