Pagina:Eneide (Caro).djvu/122

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
[745-769] libro ii. 81

745Il pargoletto Astïanatte addurre.
Quinci entromesso, me ne salsi iu cima
A l’alto corridore, onde i meschini
Facean di sopra a le nemiche schiere
Tempesta in vano. Era dal tetto a l’aura
750Spiccata, e sopra la parete a filo
Un’altissima torre, onde il paese
Di Troia, il mar, le navi e ’l campo tutto
Si scopria de’ nemici. A questa intorno
Co’ ferri ci mettemmo e co’ puntelli;
755E da radice, ov’era al palco aggiunta,
E da’ suoi tavolati e da’ suoi travi
Recisa in parte la tagliammo in tutto,
E la spingemmo. Alta ruina e suono
Fece cadendo; e di più greche squadre
760Fu strage e morte e sepoltura insieme.
Gli altri vi salir sopra; e d’ogni parte
Senz’intermissïon d’ogn' arme un nembo
Volava intanto. In su la prima entrata
Stava Pirro orgoglioso; e d’armi cinto
765Sì luminose, e da’ riflessi accese
Di tanti incendii, che di foco e d’ira
Parean lunge avventar raggi e scintille.
     Tale un colùbro mal pasciuto e gonfio,
Di tana uscito, ove la fredda bruma