Pagina:Eneide (Caro).djvu/198

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[170-194] libro iv. 157

170Il modo che a ciò far già ne si porge.
Tosto che ’l sol dimane uscirà fuori,
Uscir ancor l’innamorata Dido
Col troian duce a caccia s’apparecchia.
Ove opportunamente a la foresta,
175Mentre de’ cacciatori e de’ cavalli
Andran le schiere in volta, io loro un nembo
Spargerò sopra tempestoso e nero,
Con un turbo di grandine e di pioggia,
E di sì fieri tuoni il cielo empiendo,
180Ch’indi percossi i lor seguaci tutti,
Andran dispersi e d’atra nube involti.
Solo con sola Dido Enea ridotto
In un antro medesimo accorrassi.
Io vi sarò; saravvi anco Imeneo;
185E se del tuo voler tu m’assecuri,
Io farò sì, ch’ivi ambidue saranno
Di nodo indissolubile congiunti.
Venere in ciò non disdicendo, insieme
Chinò la testa: e de la dolce froda
190Dolcemente sorrise. Uscío del mare
L’aurora intanto; ed ecco fuori armati
Di spiedi e di zagaglie a suon di corni
Venirne i cacciatori, altri con reti,
Altri con cani. Ha questi un gran molosso,


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