Pagina:Eneide (Caro).djvu/199

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158 l’eneide. [195-219]

195Quegli un veltro a guinzaglio, e lunghe file
Van di seguaci incatenati avanti.
Scorrono intorno i cavalier Massili;
E i maggior Peni, e più chiari Fenici
Stanno in sella aspettando anzi al palagio,
200Mentre ad uscir fa la regina indugio;
E presto intanto, d’ostro e d’oro adorno
Il suo ginetto e vagamente fiero,
Ringhia, e sparge la terra, e morde il freno.
     Esce a la fine accompagnata intorno
205Da regio stuolo, e non con regio arnese.
Ma leggiadro e ristretto. È la sua veste
Di tirio drappo, e d’arabo lavoro
Riccamente fregiata: è la sua chioma
Con nastri d’oro in treccia al capo avvolta,
210Tutta di gemme come stelle aspersa;
E d’oro son le fibie, onde sospeso
Le sta d’intorno de la gonna il lembo.
Dagli omeri le pende una faretra;
Dal fianco un arco. I Frigi, e ’l bello Iulo
215Le cavalcano avanti; e via più bello,
Ma di beltà feroce e grazïosa,
Le giva Enea con la sua schiera a lato.
Qual se ne va da Licia e da le rive
Di Xanto, ove soggiorna il freddo inverno


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