Pagina:Ferrario, Trezzo e il suo castello schizzo storico, 1867.djvu/143

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

137

ciliatori communali, che sono i veri giudici del popolo, siano ampliate le attribuzioni, cioè sia concessa la facultà di poter giudicare sopra controversie per oggetti di valore anche di gran lunga superiore alle prescritte lire 30.


Mercato. — Giacomo da Trezzo, scultore del re di Spagna residente in Madrid, porse supplica in nome del suo commune per ottenere licenza di istituirvi un’annua fiera libera, ed un mercato settimanale. Il re di Spagna scrisse allora (15 di settembre, 1566) al duca di Alburquerque governatore di Milano, incaricandolo di assumere informazioni tanto sulle necessità del borgo, e sui vantaggi presumibili della invocata concessione, quanto sull’eventuale pregiudizio che ne potesse derivare alla regia camera ed ai terzi. Com’era naturale, l’Alburquerque si rivolse per tale effetto (19 di dicembre) ai Magistrato delle Entrate Ordinarie del nostro Stato. Ma, se abbia avuto luogo o no la concessione, i documenti non ce lo dimostrano. Quel che è certo si è, che il commune di Trezzo, dietro propria domanda, ottenne nell’anno VI republicano (27 di settembre, 1797)1 di poter attivare un mercato settimanale di vitto vaglie, in un giorno però

  1. Trezzo era allora il XIII capo-luogo del Dipartimento della Montagna appartenente alla Republica Cisalpina, il quale comprendeva le terre poste alla destra dell’Adda nel triangolo formato da Brivio, Vimercate e Cassano.