Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/109

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diario

so». Si vede dall’altra parte, verso la valle, un sigaro acceso, fra le lucciole. Papà grida: «Chi fuma laggiù?» Un carabiniere risponde molto commosso: «Sono io, signor professore».

«Lei commette un reato — grida papà — . Art. 161 del codice penale».

«Lo conosco anch’io, signor professore. Ma ho avuto l’ordine».

Papà riceve il brigadiere seduto sotto la lampada, che illumina la magnolia di un falso verde, con una tazza di caffè in mano, e lo assale in questo modo: «Che cosa è questa gente in casa mia? Lei sa che se non è per fare una perquisizione o un arresto...».

«Non dobbiamo arrestarla».

«Nessuno può entrare nella mia casa o nelle adiacenze senza commettere un reato che è punibile persino con quattro anni di prigione».

«Lo so, ma ho avuto l’ordine. Devo ubbidire».

Il brigadiere tremava anche lui, molto inquieto, ma senza la minima crisi di


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