Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/119

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diario


«Lei, evidentemente, ha il diritto di lagnarsi, lo capiamo che questa sorveglianza è troppo vistosa...».

«Ma io non mi lagno affatto di questo — rispose. — Per me, che si veda pure. Quello di cui mi lagno è che i carabinieri entrino nel mio giardino. Perchè fate questo? A che serve questo?».

«Veda — dice l’altro — il Questore mi ha detto che cercassimo di metterci d’accordo, perchè questo servizio sia fatto nel modo più comodo e gradevole per tutti. Perchè è inutile discutere, questo servizio si deve fare — e qui carica gli accenti — e lei sa, lei capisce, che la Questura, se vuole, per eseguire un ordine non arretra dinanzi a nessuna considerazione, di nessun genere, e quindi non le conviéne».

«Un momento — dice papà. — Non arretra dinanzi a nessuna considerazione finché non si urta contro un mio diritto».

«E vabbè! Noi le concediamo il diritto di protestare — risponde l’altro con profonda, schernevole e insieme afflitta


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