Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/30

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prodromi al diario

turalmente anche Leo. Ma tanto il padre che il figlio potevano ancora nel 1924 trovare, sia pur con fatica, altre tribune, in cui scrivere, e quindi neanche questo avvenimento lo rattristò troppo.

Per quanto agli effetti pratici di minor conto, più impressionante fu per Leo l’assistere, nel luglio 1925, al processo Salvemini.

Si pubblicava da qualche anno clandestinamente a Firenze un foglio antifascista: «Non mollare». Il giornale era assai ben fatto, commentava con arguzia e brio, settimana per settimana, le sopraffazioni fasciste, diceva quel che si era fatto e quel che si sarebbe dovuto fare, metteva in luce i pericoli di certe misure decretate dai fasci, ecc. Il giornaletto faceva ampia propaganda soprattutto fra i fascisti. Ogni otto giorni il Questore trovava sul suo tavolo il «Non mollare», ma per quante ricerche la Questura avesse fatto non era riuscita a scoprire nè la tipografia, nè Veditore, nè gli autori. Su piste di stile puramente letterario l’ono-


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