Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/31

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prodromi al diario

revole Gaetano Salvemini, deputato, era stato indiziato e malgrado l’immunità parlamentare, arrestato. Salvemini, molto amico di Bissolati, dirigeva un giornale non clandestino: l’Unità, centro di giovani forze e pieno di energia. Egli venne condotto in giudizio. Il processo fu grandioso. Figura originale, appassionato, imaginoso, parlatore divertentissimo, professore erudito, difensore di ogni idea nuova che gli studenti esponessero, Salvemini era odiatissimo dai fascisti e amatissimo dagli studenti, dai colleghi, da una parte considerevole del pubblico fiorentino. Al processo erano convenuti molti suoi allievi, molti deputati, molti professori colleghi di Salvemini. Vi erano anche parecchi giornalisti, parecchi avvocati, folla di curiosi, qualche fascista e molti simpatizzanti per l’antifascismo: Ugo Ojetti, corrispondente e critico d’arte del Corriere della Sera, Ansaldo, direttore del Lavoro di Genova; Rossetti, medaglia d’oro, affondatore della Viribus


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