Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/66

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leo ferrero


«Scriva — dicono gli amici — e parta. Se non vuol andar a Roma vada altrove, ma non resti a Firenze. Si tratta di una ondata. Se questi ordini non sono eseguiti subito, spesso non sono eseguiti più. Papà si ecclissi».


17 Novembre.

Notte di veglia, quella fra il martedì e il mercoledì. A mezzanotte si precisa un piano. Papà uscirà all’alba senza valigia, in modo che nè la cuoca, nè il portinaio, nè i poliziotti (che sono alla porta, ma che alle sei antimeridiane sonnecchiano) sospettino di nulla e prenderà a una stazione secondaria un treno omnibus per un villaggio vicino. La mamma lo raggiungerà con la valigia e proseguirà per Roma. Nina porterà all’ora solita la colazione in camera. La cuoca così non saprà nulla. Poveretta, è una brava donna questa cuoca. E’ con noi da vent’anni. E darebbe la vita per noi... ma non comprende niente.


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