Pagina:Ferrero - Diario di un privilegiato, Chiantore, 1946.djvu/76

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leo ferrero

24 Dicembre.

Stamane è venuto il Commissario della Questura di S. Spirito. E’ piccolo, grasso, pallido, accento meridionale, mani grassocce, untuose, occhi falsi che sbirciano dappertutto anche se ti fissano. Papà in giardino stava facendo una scena terribile ai poliziotti ingiungendo loro, col codice in mano, di andarsene.

«Son qua, son qua per appianare tutto. Scusi, scusi, signor professore. Io sono un suo grande ammiratore, lei ha ragione io sono con lei... io sono dei tempi passati. Ci vuole un po’ di pazienza. I poliziotti saran levati dal suo giardino. Abbiamo preso accordi col padron di casa. Staranno nel giardino del proprietario». E il commissario fa una visita strategica al nostro giardino, a quello di Franchetti e a quello del Bobolino. (Il nostro giardino abbastanza vasto è irregolarissimo; largo anteriormente e folto di alberi e siepi, si restringe a una striscia nuda verso la parte posteriore della villa dove si aprono il salone e la sala da pranzo, sopra ai quali


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