Pagina:Fior di Sardegna (Racconti).djvu/105

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simo, Lara non ebbe alcuna indecisione, nessuna paura, certissima che il giovine la voleva là in quel sito solitario, solo per parlarle d’amore. E dopo?... Lara vedeva bene l’abisso in cui sprofondavasi, ma non aveva alcuna paura, nè di don Salvatore, nè del mondo intero. Il novello amore le dava una energia strana, un coraggio sovrumano; il coraggio di chi non ha più alcuna speranza. Forse Lara correva incontro alla morte, ma tanto meglio! Morire!... Sì, morire, ma essere amata da Massimo!

Con sua somma meraviglia, nessuno, neanche don Salvatore, le fece osservazione per la mazurka ballata con Massimo. Si aspettava dal padre un terribile rabbuffo, qualcosa di simile alla scena fattale per Nunzio; l’aspettava senza tremare, a fronte alta, tranquilla, e quando vide partire il padre senza dirle la menoma parola su ciò, ne provò quasi dispiacere. Pensò che forse don Salvatore, poco amante dello scandalo, si riserbava l’amarezza ad un altro giorno: ma cenando, quella notte, donna Margherita le disse: — Hai fatto bene a ballare con Massimino Massari; forse esso andava in cerca di una scusa per farci chissà qual dispetto e credeva che tu rifiutassi. Ma tu l’hai saputa più lunga di lui. Tuo padre ne è stato contento....

— Non bisogna mai dimostrare le proprie passioni davanti alla gente! — sentenziò Lara, alzando le spalle con indifferenza.

L’indomani, verso le tre e mezza, Lara uscì dalla stanzetta con un libro sotto il braccio e s’internò nel bosco; camminò per un dieci minuti, superando svelta e leggera come una gazzella, i massi, i rovi, i fossi, e si fermò sotto l’elce del castello. L’albero, così chiamato, non sappiamo perchè, grandissimo, secolare, dal tronco tappezzato di musco e d’edera, sporgeva fra due rupi le più scoscese e selvagge che si possano immaginare. Il sito era orribilmente bello! le roccie si ergevano a picco, nere, sovrapposte le une alle altre, tanto che parevano reggersi solo per un miracolo di equilibrio, e fra le loro screpolature sbucavano fuori grandi grappoli di vegetazione selvaggia dal verde cupo, rovi, liane, edere, eriche silvestri, robinie ondeggianti al vento.

Fittissimo il bosco, il suolo granitico, dirupato, coperto