Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/47

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Distretto di Trento 39

Perugino1; il Ritratto di un Canonico di Castelbarco che s’attribuisce a Tiziano; una bella copia della Natività di Raffaelo; il quadro pitturato a tempera sul legno nel 1454 da Cecchino da Verona e due quadretti bislunghi, uno rappresentante il martirio di Santa Dorotea, e l’altro la strage degli Innocenti, lavori del Polacco Martino Teofilo.

Nella Sagrestia dei Canonici stanno invece gli arazzi di Fiandra, che ornavano il terzo muro della magna camera del Castello

Messa in un tondo e forte torrione,

come dice Pietro Andrea Mattioli, nel Magno Pallazzo del Cardinal di Trento. Questi arazzi sono sette e rappresentano la storia di Cristo con quella verità e grande maestria, che fanno, a detta del precitato autore, bellissimo quel lavoro, sì

Ch’ ogni pittor non farla col pennello.

Vi s’ammirano inoltre: un’altare portatile con angoli cesellati, l' Ordo Missae pontificalis, il Lectionarium ed altri oggetti rari appartenenti al Principe Vescovo.



  1. Fu sempre ritenuto che questa tela fosse originalo del Perugino, e ci volle proprio una visita al nostro Duomo del dottissimo e gentilissimo Cavaliere Angelo Angelucci per toglierci d’inganno. Egli ci assicurò, che la tavola originale di quella Madonna con altre duo tavole della stessa dimensione ed originali del Perugino, sono a Londra, vendute or son molti anni dal Duca Molzi, che le possedeva, portate via dalla Certosa di Pavia ove esistevano nella seconda cappella a sinistra entrando. Ora sono anche colà le copie; ed un’altra piccola copia in tavola è nella Galleria Malaspina di Pavia.