Pagina:Francesco Ambrosi, Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore, 1881.djvu/8

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6 Notizie generali

scende dalla Marmolata al piano di Lavis, percorrendo le valli di Fassa, di Fiemme e Cembra; verso la foce va serrato tra solide arginature, e a poca distanza dal borgo del suo nome si getta nel fiume. — Il Fersina fa un cammino meno lungo: nasce dal laghetto alpino di Nardemolo sopra Palù, bagna la valle de’ Mocheni, e vieppiù ingrossato dalle acque che fanno i rivi e i torrentelli di quella valle, scende nella bella spianata di Pergine, di dove, volgendo verso Trento, scorre incanalato tra rupi, e precipita al piano, formando parecchie belle cascate, delle quali la maggiore e più stupenda si fa a Pontalto sopra Trento. Mette foce a mezzogiorno della città al luogo che s’appella il Deserto.

Tutti e tre questi confluenti dell’Adige recano seco una grande ragunata di acque, ed hanno aspetto di fiumi di secondo ordine. Sono invece di minore portata e veri rivi o torrenti: il Rio di Vela, il Rio di Sardagna il Rio Bondone e il Salè, che provengono dai monti vicini a Trento e corrono ad imboccarsi col fiume maggiore. Il primo nasce insieme col terzo al piano superiore del monte Bondone; ma prende una direzione diversa: volge a settentrione, e scendendo tra Cadine e Sopramonte, entra nel Buco suo omonimo, e ne percorre la valle sino al paesello di Vela, dove si scarica. Il Rivo Bondone volta invece ad oriente, e s’unisce all’Adige tra Romagnano e Aldeno. Il Rio di Sardagna scaturisce dal Vasone che fa parte del Bondone suddetto; attraversa l’altipiano di Sardagna e si getta dalla rupe sottostante con quella bella cascata che si vede da Trento. — Si tengono questi