Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/138

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132 libro secondo

     ché solo solo un punto è nel presente,
e nel futur non è ed anco è ’ncerta,
e del passato in lei non è niente.
     E, perché questa cosa ti sia esperta,
140pensa che un oro puro a parte a parte
a poco a poco in piombo si converta.
     Se un venisse a te a domandarte,
tu non potresti dir che quel fusse oro,
da che dall’esser òr sempre si parte.
     145Cosí è la vita di tutti coloro,
che ’l tempo mena a morte; e chi ben mira,
non dirá mai:— Io vivo,— ma— Io moro;—
     ché, mentre il cielo sopra voi si gira,
logra la vita, ed è cagion quel moto
150del caso e qualitá che a morte tira.—
     In questo ad ira Caròn fu commoto
e gridò forte:— Questa simil pena
ha l’uom; ma, come a cieco, non gli è noto;
     ché ’l ciel fa il tempo, quel nocchier che mena
155l’uom navigando d’una in altra etade
sino alla ripa, ov’è l’ultima cena.
     Dal tempo ha ’l corpo ogni infermitade;
e ciò, che è nel mondo all’uom molesto,
sí vien dal cielo o da natura cade.—
     160Poi si partí Caròn fiero e rubesto.