Pagina:Frezzi, Federico – Il quadriregio, 1914 – BEIC 1824857.djvu/145

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       E le mie guance diventonno smorte,
       ché 'l sangue si restrinse tutto al core,
  30   come natura fa, perché 'l conforte.
       Però la dea a me:--Perc'hai timore
       di quella cosa, che convien che sia
       e debbesi aspettar in tutte l'ore?
       Dato è il quando e l'ordine e la via
  35   del pervenire al termine giá posto:
       né fia la morte piú tarda, né in pria.
       E, se non sai se egli è tardo o tosto
       della tua vita il tuo ultimo punto,
       star déi ognora accorto e ben disposto.
  40   Acciò che tu non sia improvviso giunto,
       propon' che il tempo incerto, che ti resta,
       sia tutto giá presente ovver consunto.
       Il tempo logra a voi la mortal festa;
       e le tre Parche tessono alla voglia
  45   di quel Signor, che a tempo ve la presta.
       E, quando Morte di quella vi spoglia,
       rimane in voi ciò che non gli è subietto:
       però l'alma non sente mortal doglia;
       ché vostra volontá e l'intelletto
  50   e tutto quel che 'n voi non è brutale,
       subsiste piú vivace e piú perfetto.
       In terra torna il corpo animale,
       e l'alma, ch'è dal ciel, su al ciel riede,
       ciascun al suo principio originale.--
  55   Gran passion gran conforto richiede;
       però Minerva alla mia gran paura
       questa monizion lunga mi diede.
       Com'uom che va per la via non sicura,
       che mira e tace pel sospetto grande,
  60   cosí, temendo, intorno io ponea cura.
       E però Palla a me:--Mentre tu ande
       inverso a quella, a cui pervenir déi,
       perché pur temi e di lei non domande?--

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