Pagina:Gabburri, Vite di pittori, ms. Palatino E.B.9.5, I-IV, ca.1730 - 1742.djvu/147

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145, 192, 342, 385, 133 e 206. Vasari, parte III, libro I, a 133 e 566, nella Vita di Benvenuto Garofolo, e parte II, a 523, nella Vita di Vittore Sebastiano Scarpaccia. Lomazzo, libro V, a 270. E lo stesso Vasari, parte II, a 523.

Agostino Caracci nacque in Bologna l'anno 1557 e, secondo il Baldinucci, l'anno 1558. Di due anni fu fratello maggiore di Anibale e cugino di Lodovico, capoduce della scuola caraccesca. Il primo pittore a cui si accostasse per imparare il disegno e l'arte della pittura fu Prospero Fontana, poi Domenico Tibaldi, intagliatore a bulino e architetto, appresso del quale qualche tempo si trattenne. Nei teneri anni attese all'arte dell'orefice, e maneggiò così prontamente il bulino che di 14 anni intagliò alcuni Santi sul gusto di Cornelio Cort, e nel quarto lustro diede alle stampe in quattro fogli il presepio di Baldassar Peruzzi da Siena. Nel tempo medesimo attese alle belle lettere, alla filosofia ed alla lettura di storia sacra e profana onde, con gl'insegnamenti di Prospero Fontana e di Lodovico, comparve oratore, poeta, intagliatore e pittore. Vennegli volontà di attendere alla scultura, e messosi nella scuola di Alessandro Minganti, scultore di sua patria, nell’esercitarvisi che fece, fu d’esempio agli altri fratelli di guadagnarsi ancor essi il bello adornamento, e tanto utile al pittore, d'operare di rilievo. Per meglio erudire la penna, il bulino ed il pennello andò a Parma e a Venezia, e ritornò così dotto, diligente, aggiustato e tenero che pose in gelosia Anibale. Crebbe poi il contraggenio di quegli, quando lo sentì tanto acclamare per le opere che espose al pubblico, onde l'escluse dall'aiuto della galleria Farnese in Roma, ritornando a Bologna pieno di disgusti. Chiamato al servizio del serenissimo di Parma, provò più che mai contraria la sorte, per le opposizioni che gli diede il Moschino, scultore e capo ingegnere delle fabbriche, antiponendo sempre ai lavori Gaspero Celio, pittore romano. Si avanzarono a tal segno i di lui crepacuori che, assalito da morbo letale, di anni 45 e 43, secondo che scrive