Pagina:Gaetano Cantoni - Fisiologia vegetale, 1860.djvu/156

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d’umidità, può lasciar credere ad una soluzione più concentrata d’acido carbonico, ma questa maggior concentrazione a nulla serve se manca l’opportuna quantità di veicolo solvente, avuto riguardo anche alla facilità della futura circolazione. Ma una soverchia umidità nuoce perchè, diminuisce la temperatura del suolo, e fornisce una soluzione troppo allungata; motivi entrambi di minor azione.

La clorosi e la gomma sono malattie dovute a queste due condizioni, verificandosi segnatamente in primavera ed autunno, quando improvvise susseguano alla siccità ed al caldo. La clorosi è un ingiallimento delle foglie, che si palesa dietro gli anormali e prolungati abbassamenti di temperatura, e dinota chiaramente che incagliato e diminuito è l’assorbimento d’acido carbonico, essendo quest’assorbimento accompagnato costantemente dal color verde. Il frumento ed il lino, fra le coltivazioni che si trovano in terra alla primavera, vanno più facilmente soggette alla clorosi della segale; e mentre il melgone può subire la clorosi in maggio ad una media di +12°, il frumento più non la soffre, appunto perchè non tutte le piante esigono la stessa temperatura per compiere normalmente le loro funzioni. Fra gli alberi più facilmente son presi dalla clorosi quelli che sono originarj di clima caldo, e che, per la normale loro costituzione, abbisognano di molta potassa, soda o calce, e per conseguenza di una temperatura tale che permetta e favorisca l’assorbimento e l’azione dell’acido carbonico sui materiali terrestri. Quindi, fra i primi a soffrire sono il pesco, il meliaco, il gelso e la vite.

La gomma è parimenti il prodotto d’un maggior assorbimento, per parte delle radici, d’un umor troppo diluito e poco nutritivo, eppertanto d’uno squilibrio fra l’assorbimento e la nutrizione, e fra l’assorbimento e la traspirazione, resa difficile dall’atmosfera già per sè umida