Pagina:Galiani, Ferdinando – Della moneta, 1915 – BEIC 1825718.djvu/266

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260 libro quarto


dir salvo tutto; ché altro di danno non hanno le calamitá, se non la spopolazione, la quale apporta danno ed a coloro cui toglie la vita ed a quelli a’ quali la lascia misera e scompagnata. E perciò l’uscire il popolo è il male; l’uscire il denaro, se giova a ritenere il popolo, è un bene. Colui dunque, il quale dicesse doversi per impedir l’estrazione della moneta ordinar buone leggi, costruir lazzeretti, formar valorose milizie, crear magistrati prudenti e coltivare industriosamente le terre, direbbe i veri e certi rimedi dell’estrazione; imperocché, dovunque è pace, salubritá, virtú vera e libertá, non può essere che non sienvi le ricchezze e la felicitá. E, sebbene tali ricchezze, quando saranno ad un dato termine pervenute, s’apriranno da per loro stesse invisibili e nuovi meati, onde scorrere ed allagare altrove; questo, che nasce dalla forza d’equilibrio, ch’è in ogni cosa, non merita riparo, né, se volesse pur darsegli, ne ammetterebbe alcuno. Il che appunto conviene si tratti da me nella seguente parte di questo capo.