Pagina:Garbasso - I principii della meccanica., Roma 1914.djvu/6

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Galileo conobbe la legge dell’inerzia, che si suole attribuire a Keplero, considerò la forza come acceleratrice, definì per il primo la velocità e l’accelerazione tangenziale, applicò al moto la regola del parallelogramma nel caso particolare della discesa per il piano inclinato.

Dopo di lui Huyghens avvertì l’accelerazione normale e dimostrò nella forma più semplice la legge della conservazione dell’energia.

Newton finalmente introdusse il concetto della massa, e stabilì l’uguaglianza fra l’azione e la reazione.

In un secolo o poco più i principî della meccanica sono fissati, per sempre.

Il lavoro ulteriore si riferisce alla forma e non alla materia della nuova scienza. E appartiene ai Bernouilli, a Leonardo Eulero e a Luigi Lagrange.

A Lagrange spetta anzi la prima parte e la più importante in questa opera di sistemazione; parte mirabile per molti rispetti, ma non interamente benefica, a mio modo di vedere.

Dal punto di vista estetico la Mécanique analytique è senza contrasto una delle cose più belle e più perfette che gli uomini abbiano fatto; bisogna forse risalire agli Elementi di Euclide per trovare, in tutta la letteratura scientifica, un termine di confronto adeguato per l’eleganza e il rigore e la poderosa unità,

Ma dal punto di vista logico Lagrange ebbe il torto di non mettere abbastanza in luce l’origine sperimentale dei suoi postulati, e, per così dire, di apriorizzare la meccanica.

È stato detto che quando la casa è costruita conviene abbattere le impalcature, ma il paragone non calza; quando la casa è costruita non si eleva un altro piano se non si ricorda con molta esattezza come furono gettate le fondamenta, e se le fondamenta non bastano al nuovo peso, bisogna rafforzarle e allargarle prima di procedere avanti.

Se Auguste Comte, che pure aveva rispetto agli epigoni di Kant e a certi contemporanei nostri il vantaggio indiscutibile di non ignorare le scienze sulle quali filosofava, fece della meccanica qualche cosa di diverso dalla fisica, se la pose nel suo schema accanto alla geometria, bisogna riconoscere che egli si trovava sotto l’influenza dell’opera di Lagrange.

Di Lagrange sono figliuoli, secondo la logica, Jacobi ed Hamilton, che perfezionarono mirabilmente i metodi di calcolo, senza rendere più larghe o più salde le basi della filosofia naturale,