Pagina:Garzoni - La Piazza Universale - 1593.djvu/118

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
78 piazza.

fatti del Re Alfonso) se ben'hanno in odio il Re, con tutto ciò con trombe, tamburi, et flauti allegramente lo ricevono, et lietamente l'ubediscono oltra che Paolo Apostolo precisamente comanda. Obedite praepositis vestris etiam discelis. Dovrebbe anco il buon suddito pregare assiduamente Iddio per il suo prelato a imitatione de gli Apostoli, che pregaron per Pietro, mentre era in carcere, onde ne gli Atti Apostolici è scritto. Oratio autem fiebat sine intermissione ab ecclesia pro eo. et dicendo Fratres orate pro nobis. Deverebbe anco tener del suo prelato buona openione. Però Paulo ai Corinthi diceva. Sic nos existimet homo ut ministros Christi, et dispensatores mysteriorum Dei. Non devrebbe mormorar di lui, per servare il precetto di Paulo à Colossensi. Necque murmuraveritis, sicut quidam eorum murmuraverunt, et a serpentibus perierunt. et in somma al buon suddito s'appartiene d'esser humile, piacevole, modesto, ubbidiente, sobrio, temperato, continente, misericordioso, caritativo, studioso, devoto, religioso e da bene: e non superbo affettato, vanaglorioso, altero, vano, lascivo, humorista, capriccioso, bizzaro, dissoluto, vagabondo, otioso, indevoto, irreligioso, licentioso, renitente, calcitrante, sfrenato, scalpestato, discolo, presontuoso, e temerario, come la moderna età ne prova molti: perché quando il suddito si trova in questa foggia, et che una bestia contende contra l'altra, il monasterio claustrale somiglia più presto la fucina di Sterope, et di Bronte, ò la spelonca de Cyclopi, che un convento di religiosi; conciosia che il prelato brava, il suddito grida, quello minaccia, questo non cura, uno s'infuria, l'altro s'inaspra, questo ingiuria, quelli oltraggia, da uno s'odon villanie, dall'altro vituperi, e finalmente dalle parole si viene à fatti, si tocca all'arma, le campane suonano à doppio, et bene spesso qualcuno rileva quel che non vorrebbe, All'ultimo [De predicatori.] (per finir questo discorso) i Predicatori del verbo d'Iddio son presidenti d'uno ufficio principale, che nella chiesa sia, si come s'ha nè Canoni Extra de Haeretici cap. cum ex iniuncto. Son chiamati per la loro eccellenza Profeti da S. Gregorio nel suo pastorale, sopra quel passo di Hieremia. Prophetae tui videbant tibi falsa, perché essi prenonciano le cose future, cioè la gloria ai buoni, et le pene ai cattivi. Sono anco detti Angeli dall'istesso nel trigesimoquarto de' suoi morali, per esser noncij d'Iddio secondo il detto del Profeta. Annunciaverunt opera Dei, et facta eius intellexerunt. et quei sette Angeli, che presso à Giovanni nell'Apocalisse cantano con le sette trombe significano i predicatori né sette stati della Chiesa predicanti cose diverse, le quali son comprese nelle parole della predicatione loro, come in quel luogo ispone benissimo Hugo Cardinale [Hugo Cardinale.] sono anco illustri per questo, che l'ufficio loro è un'ufficio Apostolico, essendo stato imposto loro da Christo, Euntes in universum mũdum praedicate Evangeliũ omni