Pagina:Garzoni - La Piazza Universale - 1593.djvu/121

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universale. 81

con la quale ingannano, assassinano, amagliano, et prestigiano gli huomini, tradendo la moltitudine à loro come pecore, et parendo semidei fra mortali, mentre sono ribaldi, e tristissimi peccatori. Gregorio Nazianzeno [Gregorio Nazianzeno.] nel suo Apologetico dice a proposito. Mundati prius oportet, et sic alios mundare sapientem prius fieri, et sic alios facere sapientes, tamen fieri, et si alio illuminare, ad Deum accedere, et alios ad Deum adducere. si ricerca ancora una commoda scienza quasi universale (come ho detto) nel predicatore et per questo dice Pietro nella prima canonica sua. [Pietro Apostolo.] Parat reddere rationem omnipotenti vos de ea fide et spe, quae est in vobis. et per questo essorta S.Paolo il suo Timotheo. Attende lectioni exhorationi et doctrinae. in figura di questo, nostro Signore spezzò prima i cinque pani, i quali significano i cinque libri della legge di Mosè, et di poi li diede à gli Apostoli da distribuire alle turbe [Paulo Apostolo.] à lui è necessaria la cognitione della Theologia Scolastica e della scritturale, la dottrina de padri, le constitutioni de sommi Pontefici, le determinationi de sacri concilij, una mediocre Filosofia, una commoda Logica, una buona Rhettorica, e Poetica insieme, et quanto più sarà prattico, essercitato, et instrutto nelle scienze, nelle arti liberali, et nella cognitione universale delle cose del mondo, et massime de vitij del popolo, tanto più sul pulpito apparirà valente, e consumato. La materia sua principale, et quella ch'è sua propria è la scrittura sacra, come dice Antonin Santo [Santo Antonino.] nella terza parte della sua somma al Titolo decimo nono, et se qualche volta vorrà introdurre alla prova delle conclusioni scritturali, i dottori, i Ethnici, i Filosofi, e l'historie de gentili, ciò non si dee improbare (dice egli) affatto, perché anco l'Apostolo nelle sue epistole, et nelle sue predicationi s'è servito di cose tali e Clemente Papa (come si hà nella distintione trigesima settima) [Clemente Papa] dice a questo proposito. Cum ex divinis scripturisali quis firmam regulam charitatis, et veritatis susceperit, absurdum non erit, si etiam ex eruditione communi, ac liberalibus studiis, quae forte in pueritia attigit, ad assertionem veri dogmatis conferat, ita tamen, ut ubi vera didicerit, falsa, et simulata declinet. Ma voler precisamente empir la predica di filosofia, di Astrologia, et di simili altre scienze, vane, è cosa vituperabile, et indegna, perché l'ancilla non si deve preporre alla Regina, della quale è scritto. Quid veri sybilla, aut Orpheus, et alij gentium Vates, aut Philosophi praedixisse perhibentur, valet quidem ad Paganorum vanitatem revicendam, non tamen ad istorum auctoritatem complectendam. Onde Gregorio (come si hà nella distintione ottavagesima sesta, Cum multas) riprende un certo Vescovo, il quale predicava al popolo la Grammatica, conchiuden-