Pagina:Garzoni - La Piazza Universale - 1593.djvu/126

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86 piazza.

Delle cerimonie simili se n'ha una piena annotatione presso a Giulio Barbarana nella prima parte della sua officina al titolo nono, et dell'istessa parla commodamente Alessandro d'Alessandro nel secondo de suoi di geniali al cap. 19.
Di quelle che si dimandano cerimonie sacre ne tratta nell'annotatione de Ritibus sacris, il Barbarana molto acconciamente delle cerimonie della Messa n'ha fatto una bella raccolta Giovanni Garethio Mishagense confessore, et così Michele Timotheo Gattiense.
Delle superstitioni se ne potrà vedere un'ampio discorso tratto da varij auttori nel mio Palazzo de gli incanti, il qual potrà satiare le persone curiose di tal materia.
Degli ordini delle Religioni leggasi Giovanni Lucido, e il Catalogo del Cassaneo, oltra quello che se ne cava dal supplimento delle croniche, da santo Antonino, da Vicenza Beluacense, da Raffaele Volterrano, et da mill'altri.
Ai cavallieri sono aggionti nuovamente i cavallieri di S.Francesco instituiti, dalla Santità di Sisto Quinto. Dello ordine equestre presso à Romani ne tratta acconciamente Alessandro d'Alessandro nel secondo de' suoi di geniali, al capit. vigesimonono. et Giovan Rosino nelle sue antichità Romane al capitolo decimosettimo.
Quanto al modo di predicare, si può vedere il trattato del Reverendissi. Panigarola lume di nostra etade, et cavarne quel frutto ch'è possibile in tal professione. Ma sopra tutto il predicatore non parta dalla Rhettorica divina di Guglielmo Parisiense, le cui opre famosissime giacciono appresso à molti indegnamente sepolte.