Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/477

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maria teresa di toscana 405

in disparte, allorché proprio il giorno 27 mentre stava montando a cavallo nel suo giardino, si presentò un cameriere del Re a dirgli che Carlo Felice era da varie ore in agonia. Carlo Alberto fece allora avvertire la Principessa, e accorse presso il moribondo. Questi, nel separarsi dai suoi, dette brevi parole al suo successore, si rivolse alla nipote che sfacevasi in lacrime, e poiché essa era sempre stata da lui prediletta, le disse:

— E voi, Teresa, siate di speciali benedizioni protetta! Io vi saluto.... Regina. — E spirò!

Carlo Alberto in ginocchio gli baciò la mano, poi trasse di là la vedova, conducendola in una saletta appartata; ed affidandola indi alla moglie che in breve li aveva raggiunti, andò ad assumere il compito grave e pesante che quella morte gli abbandonava.

Maria Teresa, Regina, così delineò la sua missione: la concordia e la pace nella famiglia, l’amore e l’educazione dei figli, la beneficenza e la religione. E insieme ai figli, essa che aveva perduto in fasce una bambina, Cristina, nata nel 1826, amò, educò e predilesse la futura Regina delle due Sicilie, quella affettuosa fanciulla. Maria Cristina essa pure, che perduta anche la madre, nel 1832, a lei venne affidata, a lei, che ricordava l’accoglienza e l’affetto che, giovinetta sposa, aveva ritrovato nella famiglia dell’orfana.

Ma i figli crescevano, e per la loro educazione, non più affidata in parte alla signorina Nicaud, un’istitutrice savoiarda, dovevano talora esser divisi dalla madre, e allora Maria Teresa più che mai si occupò in