Pagina:Georgiche.djvu/154

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Da crudo morbo languiranno oppresse,
Certi gl’indizi avrai: sogliono tosto
Cangiarsi di colore, e smunte in volto
395Deformarsi, e smagrir: gli estinti corpi
Trasportan altre con funebre pompa
Fuori de gli alvëar, altre co i piedi
In denso gruppo avviluppate insieme
Pendono da la soglia, o chiuse dentro
400Stansi ne i favi, ed a le ceree mura
Vaccillanti s’aggrappano, dal freddo
E da la fame indebolite e pigre.
Quindi un ronzìo più cupo odesi, e un mesto
Di tratto in tratto sussurrar confuso,
405Qual ne le selve sibilare il vento,
O il mar gemere a i lidi, o chiusa suole
Ne le fornaci stridere la fiamma.
Qui l’odoroso galbano d’intorno
A gli alvëari d’abbruciar t’esorto,
410E per canali di bucate canne
Introducendo il mele al noto pasto,
E al vigor primo richiamar le inferme.
E trita galla, e diseccate rose
Gioverà insieme frammischiarvi, e mosto
415Cotto a gran foco, e grappoli impassiti
Di psitia vite, e del cecropio timo,
E de l’acuta centauréa le foglie.