Pagina:Ghislanzoni - Abrakadabra, Milano, Brigola, 1884.djvu/137

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bracchi dei meglio addestrati a simili imprese... Scriverò privatamente a tutti i Capi di Sorveglianza dei principali Dipartimenti della Confederazione... Insomma, non risparmieremo né cura... né danaro...

— A proposito... Io mi scordava dell’essenziale — disse il Gran Proposto, trattenendo Torresani che prendeva le mosse per andarsene. — Per compiere il vostro piano, vi abbisogneranno senza dubbio dei mezzi straordinari... Via! che serve?... Facciamo le cose a dovere... No! io non vi lascio partire... se prima... non dichiarate...

— Ma se vi dico che sono inezie! Trattandosi di voi... della vostra famiglia... a cui mi legano tante obbligazioni...

— No!... no!... I fondi segreti debbono servire a qualche cosa... Ed è appunto in tali emergenze straordinarie...

— Basta! poichè voi... lo esigete...

— Duecentomila lussi... Che vi pare, Torresani?.,. Tanto da cominciare le operazioni...

— Io direi, poichè vi sta tanto a cuore la buona riuscita dell’impresa, io direi che, seguendo l’antico proverbio: omne trinum!...

— Trecentomila lussi!... Ma voi siete troppo discreto, mio vecchio collega! Trattandosi, come dicevate poc’anzi, di rendere un immenso servigio...

— Al Governo...

Il Gran Proposto si sentì trafitto da quest’ultimo sarcasmo. Prese la penna con mano tremante, sottoscrisse un bono di trecentomila lussi, e lo porse al Torresani, senza aggiunger parola. Questi chiuse il viglietto nel portafoglio, e, fatto un inchino grottesco, uscì dal gabinetto.

Quella sera, nell’Unità mondiale, altro dei fogli dell’opposizione, leggevasi la seguente notizia cittadina: