Pagina:Ghislanzoni - Abrakadabra, Milano, Brigola, 1884.djvu/231

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— Sorella di amore! — ringhiò il nano che stava ad attenderli oltre il cancello — i termini della estradizione sono spirati — vorrete voi permettere, o bella fra le belle, che io vi riconduca all’ovile nella mia gondola?...

L’Immolata si ritrasse con ribrezzo; ma appena il sacerdote le ebbe mormorato all’orecchio una misteriosa parola, abbandonando il suo braccio a quello del mostro, ella salì con lui nella gondola e disparve.

CAPITOLO XXIV.

Al Caffè Merlo.

Usciamo dalle alcove!

Uno splendido sole ravviva le contrade della bella e popolosa Milano. Questo ente collettivo, che rappresenta lo spirito e l’attività di una fra le più illustri famiglie della Unione, si prepara ad eleggere il Gran Proposto che dovrà succedere al dimissionario Berretta.

La lotta elettorale, a norma di Legge, dovrà chiudersi nel termine di dodici giorni, onde il nuovo titolato possa intervenire al Congresso dipartimentale di Napoli e di là trasferirsi a Berlino dove l’Assemblea sovrana suole adunarsi alla fine d’anno.

Il proclama politico del Torresani, la diagnosi dell’umano deperimento e i tremendi pronostici enunziati dal