Pagina:Giosuè Borsi - Lettere dal fronte, 1918.djvu/85

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

69


che Dio e la Madonna ti benedicano mille e mille volte. E pensare che non saprò mai dirti quanto ti adoro, di che assidua tenerezza circondo la tua immagine, con che ardore penso a te. Tu sei veramente la luce e la vita del mio cuore, io vivo in te e per te, in te mi ritempro, in te mi rassereno, da te attingo fede, forza, coraggio, amore. A te io debbo tutto, mia santa, angelo mio tutelare. Tutto quel poco che posso valere è tutto opera tua, lo riconosco, lo proclamo, vorrei gridarlo all’universo, e son felice di poterlo dire al Signore nelle mie preghiere, perchè Egli è l’unico testimone che vale. A Lui affido la cura di ricompensarti, come Egli solo può farlo, dei benefizi immensi che ti debbo. Per conto mio non posso fare altro che amarti con tutta l’anima e benedirti incessantemente e lodare Dio della bontà e della protezione di cui mi dà una prova tanto grande, concedendomi il vanto e la gioia d’avere una madre come te, che sei il mio più santo orgoglio.

I tuoi ritrattini li terrò sempre sul cuore, e non mi abbandoneranno mai un’istante. Di quelli e della medaglietta sacra che li accom-