Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/23

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6 Il Diavolo


Chirola, mentre mangiava un fico, gli dava anche la canzonatura, e Ira boccone e boccone diceva al compagno:

— Eppure son buoni questi fichi! Eppure questa salsiccia l’è meglio del pan solo! Qualche volta che passo da casa vostra, galantuomo, mi dovete insegnare come fate a farla. Si sente un po’ troppo il pepe, ma non c’è tanto malaccio. Volete favorire .... ?

E quel disgraziato dovè stare zitto e buona notte.

— Le son proprio birbonate! — esclamò la Cicala — Che bel sugo a mangiare ogni cosa a quel pover’uomo !

— Oh, ma non gli fece pro: state a sentire. Una volta che era a batter nell’aia, e che bestemmiava più del solito, perchè il vento non faceva, gli scappò detto:

— Ecco, ora bisognerebbe che tu venissi ad aiutarmi. Se fosse vero davvero che tu ci fossi, a quest’ora tu saresti bell'e venuto!

Dopo un momento si volta, e vede un vecchietto che prendeva il grano e glielo buttava di sotto al balzo. Chirola fa una corsa per farlo fuggire, e lui lì fermo ad aspettarlo. Gli entra addosso e principia a dare. S’aggraticciarono; ma il vecchio, che aveva più forza di lui, lo prese a mezza vita, lo tirò in un tino vuoto e ce lo lasciò mezzo morto. Chirola ur-