Pagina:Giovanni Magherini-Graziani - Novelle valdarnesi.djvu/24

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Il Diavolo 7


lava come un dannato, e il vecchio dava: pareva che cerchiassero il tino con una mazza di ferro, e nel sentire quel fracasso tutti dicevano:

— O che c’è oggi alla Badia? Almeno si rifanno per tempo a cerchiarli i tini; si vede che quest’anno se ne aspettano di molto del vino!

Io gliel'ho dimandato tante volte e gliel’ho sentito raccontare tanto spesso. Dice che ad ogni bòtta gli pareva che gli tritasse le costole: anche lui dava, ma sì, era come dare in una balla di lana!

— Qualche giorno dopo il fatto del tino, menò moglie il suo fratello, e, come usa fra noi contadini, Chirola attaccò i manzi e andò col carro a prender la cassa della sposa. Arriva alla casa, prende la cassa, la lega sul carro, ci si mette a seder sopra e vien via. Quando fu all’osteria della Casa Bianca, si fermò a bere un bicchier di vino, e, attaccato discorso col bottegaio, fece buio senza avvedersene. Quando vide accendere il lume, disse:

— Ho fatto una bell’ora: se non tiro via, arrivo a casa chi sa quando.

— Dà la buona notte ed esce di bottega. Quando è nella strada non trova più nè il carro, nè i buoi; guarda in terra, e vede dalle rotate che il carro aveva seguitato ad andare.

— Qualcuno mi ha fatto la celia — disse