Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/116

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

ragionamento iv. 105

conciossachè prima sotto al pino s’adorasse; ma queste cose fecero e nominarono a lungo andare. Allora venuta la notte, e sendo tempo di metterli a letto, tutti li convitati con molti ceri e fiaccole innanzi cantando, sonando e saltando, infino in su la soglia gli accompagnarono; e quivi fatte preghiere e cerimonie da nozze, cantarono Imeneo in canzoni sì rozze e scompigliate, che parvero piuttosto un maneggiar di bidenti, o un ragghiar di somari, che un cantar d’uomini. Ed intanto che eglino così mugolavano, Dafni, e la Cloe, condotti a letto, si coricarono, ed abbracciandosi e baciandosi insieme, vegghiarono tutta notte a guisa di civette, ed allora primieramente Dafni mise in opera la dottrina di Licenia, e la Cloe s’avvide che i piaceri, che per innanzi per le fratte e per le selve aveano avuti, erano stati piuttosto giuochi di pastori che fatti d’Amori.