Pagina:Gli amori pastorali di Dafni e Cloe.djvu/87

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76 dafni e cloe

e come avanzo tutti gli altri d’ogni altra cosa, così ancora gli avanzerò di doni. Egli vi daranno delle capre, delle pecore, un qualche paio di buoi rognosi, e tanto grano, che non fora appena bastante a spesare una covata di pollicini: io vi darò di buoni contanti; ed eccovi qui il danaio: ma io voglio, che voi non ne facciate motto con persona, nè manco, che Lamone mio padre lo sappia. E scosso un tratto ii sacchetto della moneta, senz’altro dire in un tempo gli rovesciò tutti nel grembiale alla Nape, ed abbracciò e baciò Driante, il quale veggendo tanto argento, quanto non averebbe mai creduto di vedere, di presente gli promise la Cloe, e prese assunto di fare che Lamone anch’egli v’acconsentisse. Dafni adunque, restando in su l’aia con la Nape, si mise a girare i buoi per la trita, perchè si cavasse a tempo; e Driante andato a riporre il gruzzolo, dove stavano i contrassegni della fanciulla, se n’andò battendo a Lamone e Mirtale a chieder lor Dafni per risoluto sposo della Cloe, e trovandoli medesimamente nell’aia a misurare orzo, ch’avean pur dianzi ventolato, li vidde molto sconsolati, perciocchè n’aveano ricolto poco più che la semenza; di che li confortò il meglio che seppe, dicendo loro, che la ricolta era così scarsa per ognuno: poscia venne a dire come egli, e la Nape s’erano deliberati, che la Cloe non avesse altro marito che Dafni, e che quantunque fossero per altrui profferte loro di molte cose, da essi nulla volevano, anzicchè piuttosto vi metterebbero dell’aver loro, considerando che per essersi insieme allevati, e per aver pasciuto sempre insieme, era fra loro nata una certa domestichezza, ed un’affezione che malagevolmente si potrebbe distorre, e che di già l’uno e l’altra eran d’età da non più indugiare a maritarli; soggiungendo di molt’altre cose, che faceano a questo proposito di persuader loro cotal maritaggio, come ben parlante ch’egli era, e come quello che per premio di quella diceria avea già toccato i suoi contanti. Lamone, veggendo che Driante gli avea chiusi i passi di poterli ragionevolmente disdire, perciocchè non si potea più scusare di non