Pagina:Gli antichi statuti municipali di Montevarchi.djvu/13

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"Item, simili modo et forma, e’ prefati riformatori veduto e considerato come il mercato che si fa nel castello di Montevarchi per legge e’ libero e sicuro e tuttavolta cresce e amplia per modo che, essendo la piazza del comune piccola, non vi si puo’ raggirare con le mercatanzie rispetto alle vasa che si tengono e pongonsi in terra in detta piazza e rispetto alle bestie cariche di legname che tutta volta vengono e vanno per dettta piazza e per le vie; e volendo ordinare detto mercato in modo di comodo a ognuno, pertanto providono, deliberorono e statuirono che per l’avvenire in tal di’ di mercato non si possa ne’ debba tener vasa di nessuna ragione in detta piazza quanto tengono le vie da pie’ e da capo di detta piazza sotto pena di 20 soldi piccioli per ciascheduno che controfacessi e per qualunque volta, da essere applicati in utile di detto comune eccetto chi avessi botteghe in piazza sue o a pigione, possa e a lui sia lecito tenere in dette botteghe quella quantita’ di vasa volessi, senza alcuno pregiudizio. E perche’ detti vasi abbiano luogo, si assegna loro la piazza de’ frati (ora Magiotti), nella quale possino e debbino tenere detta vasa, sotto detta pena quando altrove la tenessino, eccetto nelle loro proprie abitazioni. E che per l’avvenire tutto el legname che in tal di’ venissi a vendere in detto castello cosi’ da ardere come da edificare e ogni altro legname debba stare nella piazza che si dice la piazza dell’Olmo (ora del Presto) e dalla piazza de’ frati in giu’ sotto detta pena, acciocche’ non impedisca le altre mercatanzie. E ancora per levar via ogni pericolo, non si possa in detto castello nella piazza e nella loggia del comune e nelle strade pubbliche e nelle piazze e stradelle che s’usano per via