Pagina:Gli antichi statuti municipali di Montevarchi.djvu/20

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ancora, giacchè pochi nomi sono cambiati di quelli descritti in tale elenco, meno quelli dei proprietari dei fondi spesso ivi indicati. Si chiamano strade (strate) quele che vanno a Firenze ed ad Arezzo e tre altre più: il rimanente sono dette vie. Anche del berignolo è assegnata la larghezza, cioè 8 braccia sopra al mulino e 10 sotto; ma per il berignolo ci è anche un capitolo special tutto intro, ed è il 4 dello stesso libro.

Vengo ora a dare qualche cenno sulla origine di una istituzione tuttora esistente e amministrata del municipio di Montevarchi, voglio dire la Fraternita del Latte; prendendo la mossa dagli antichi statuti, ma presto lasciandoli per attingere le notizie delle posteriori riforme.

Che cosa sia la Fraternita, tutti a Montevarchi lo sanno; chi volesse maggiori informazioni potrebbe ricorrere all’Archivio Municipale dove si conservano le carte di questa Opera pia, il che veramente avrei potuto fare anch’io, ma non l’ho fatto, perchè il breve cenno ce ne darò non deve uscire dai limiti dei documenti che formano soggetto di questa memoria. Quello però che tutti non sanno, si è, come, quando e perchè la fraternita fu creata; ed è quanto che io voglio esporre brevemente.

Già nello statuto del 1376 (lib. I cap. 18) troviamo la Compagnia del Latte di M. V. amministrata da due rettori, quattro consiglieri e un camarlingo, che duravano in ufficio un anno, dovendo allo spirare di questo termine esser riveduta la gestione del camarlingo dagli otto sindaci del comune: tali disposizioni sono confermate nella riforma del 1386 (sub. Xj e XX). Ho già parlati del Cappellano del Latte, dei suoi obblighi e della festa annuale, nè occorre ora ripeterlo.