Pagina:Gli sposi promessi III.djvu/207

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va, o faceva intendere spesso, che quel grand’uomo non aveva sdegnato di consultarlo su certi1" casi più rematici;17 e, parlando talvolta di quelle opere 18 con quella venerazione che meritavano, e .che per verità 19 ottenevano da tutti,20 D. Ferrante aggiungeva misteriosa¬ mente: « Basta, ho messo anch’io un zampino in qliei libri. »*■ S«*o Va. \ ^ 1 conferì la ste — 2 non er — 3 Valeriano — 4 curi — r- del — spiegava come —7 e come il ghiaccio s’induri in cristallo, e come T — 8 Valeriano — 9 e i libri che ne trattavano — 10 e quando [si par¬ lava] fosse questione di offese — “(era un piacere] bisognava sentirlo parlare D. Valeriano — 12 gli [aveva a] aveva a menadito — *3 e i Dia¬ loghi del Tasso erano forse i libri più logori della sua Biblioteca — 11 di quel grand’uomo di Cesare — 15 gli aveva sovente in tasca. Anzi D. Valeriano — 16 pun — 17 [e gli accadeva spe] e spess — 18 con 1 — 10 nessuno — aggiungeva D. Valeriano — 21 Oltre [gli] questi studj più solidi [aveva] aveva poi D. Valeriano qualche infarinata | aveva 574 GLI