Pagina:Gli sposi promessi III.djvu/208

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SPOSI PROMESSI Ma gli studj solidi non avevano talmente occupati eli ozj di D. Ferrante, che non ne restasse qualche parte anche alle lettere amene: 1 e senza contare il Pastor fido, che al pari di tutti gli uomini cólti di quel tempo, egli aveva pressoché tutto a memoria, * non gli erano ignoti né il Ma¬ rino, né il Ciampoli, né il Cesarmi, né il Testi ; ma soprai tutto aveva fatto uno studio particolare :i di quel libretto, che •conteneva le rime di Claudio Achillini: libretto nel quale’4 di- ceva D. Ferrante, tutto, tutto, fino alla protesta sulle parole Fato, Sorte, Destino e somiglianti era pensiero pellegrino, ed arguto. Aveva poi un tesoretto,una raccolta manoscritta di alcune lettere" dello stesso grand’uomo; e7 su quelle8 si studiava di modellare quelle, che gli occorrevanoy di scrivere per qualche negozio, o per isciogliere qualche10 in. gegnoso quesito, che gli veniva proposto: e a dir vero le lettere di D. Ferrante 11 erano ricercate con qualche ,5f avi¬ dità, e giravano di mano in mano per la scelta e la copia dei concetti e delle immagini ardite, e sopra tutto pel modo sempre ingegnoso di porre la questione, e di guardare le cose; stavano però male di grammatica e di ortografia.1:1. poi D. Valeriane dato qualche tempo alle lettere amene; e princi¬ palmente per esornarsi lo stile aveva letto più volte (lacuna) — ‘ oltre il Pastor fido - 2 i ritratti | le poesie del Marino non erano — 3 delle poche rime, stampate [de) e di quelle poche prose [del) del discorso accademico, e delle poche lettere di Claudio Achillini, che gira (lacuna) rime di Claudio Achillini — 4 tutto, tutto, fino — r* di — rt manoscritte 7 su quella — 8 modella — 0 Sic. — 10 erudito qu — 11 giravano — 1? curiosità — 13 Non vorrei con tutto questo che alcuno pigliasse D. Ferrante per un uomo straordinario, perché avendo studiato un po’ tutta la sua vita, ed inclinando ora alla vecchiezza, fra gli autori [dei quali faceva certoj che teneva in stima particolare, con tasse [dei) molti recenti, alcuni viventi, e alcuni perfino [più | molto) assai più giovani di lui. D. Ferrante era quello che doveva essere, quello che sono sempre stati, e saranno [sempre coloro i quali dopo aver ben) sempre gli uomini provetti i quali già da gran tempo hanno veduto dove stia la perfezione del sapere, hanno adottato |il solo si¬ stemi un sistema, e chiuso il numero delle loro idee. [Il lor) La loro avversione, (il) i loro sospetti, le loro ire non sono già contra gli uomini nuovi, ma contra le idee nuove: anzi se fra i giovani sorge [ale) taluno che ricevendo con molta venerazione |il corpo di dottrina che] le dottrine che trova trionfanti, [le colt | stud] le studia, vi si af¬ fonda dentro, e le estende, e dà loro un nuovo lume, i provetti [lo esaltano) riconoscono il suo merito, e lo esaltano con ammirabile im¬ parzialità. Oh ! se al tempo di D. Ferrante [vi fossero) fossero ve¬ nuti oltre giovani che avessero ardito di [riesam] riesaminare quelle CAPITOLO IX - TOMO III. 575 Vi sarebbero molte altre cose da dire, chi volesse com¬ pire il ritratto di questo personaggio;1 ma per amore della brevità, ce ne passeremo, tanto più che egli non ha quasi parte attiva nella nostra storia.' Veniamo dunque alla sua signora Consorte. 0 Donna Prassede, per ciò che riguarda il sapere, era molto a| di sotto di8 suo marito. Il suo ingegno, a dir vero, non era niente straordinario, ed essa non si era mai* data una gran briga di coltivarlo, almeno sui libri. Ma siccome la niente umana non può vivere senza idee, cosi Donna Pras¬ sede aveva le sue, e 1 si governava con esse, come diconó che si dovrebbe fare cogli amici. Ne aveva poche, ma quelle poche le amava r- cordialmente, e si fidava in esse interamente, e non le avrebbe cangiate ad istigazione di nessuno. Avrebbe anche avuto, com’era giusto, una gran voglia di farle pre¬ dominare in casa; e pare che il carattere straccurato di D. Ferrante avrebbe dovuto servire a maraviglia a questo de¬ siderio della consorte; ma v’era" un grande7 ostacolo.8 La più parte delle idee in questo mondo non possono esser messe ad esecuzione senza danari: ora D. Ferrante, poco o nulla curandosi del governo della casa, aveva però ritenuto sempre presso di sé il ministero delle finanze; e a dir vero" gli affari ne erano tanto complicati, che ormai nessun altro che egli avrebbe potuto intendervi qualche cosa.10 idee che dovevano [riev| soltanto ricevere ed applicare, giovani [che avessero frugato in tutte quelle massime) che avessero frugato in tutli questi assiomi, di quegli che invece di dire: •capisco» [aves¬ sero detto | dicessero] dicono: «perché?» [avreste) avreste veduto, come D. Ferrante gli avrebbe pettinati: ma per buona sorte non ve n'era uno.. Vi sarebbero molte altre cose da dire intorno a lui; ma a questo personaggio (lacuna) — 1 [ma noi corre I passeremo | ma già forse lo sbozzo occupa troppo spazio | ma certamente il let¬ tore troverà che anche questo] ma noi ce ne passeremo per bre vità, ani — 2 Variante del — 3 curata — * trattava con e — 5 con una costanza invincibile — c una — 7 difficoltà — 8 D. Ferrante voleva bensi negligentare le faccende di casa —