Pagina:Gli sposi promessi III.djvu/64

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ale nella visita di altrettante "’ Chiese (questa indeterminazione è nel manoscritto), venne la volta di Don Abbondio; il quale non dico che desiderasse questa visita; ma se l’aspel- Quando si seppe che sul vespro di quel giorno il Car¬ dinale arriverebbe al paese, coloro che erano rimasti a casa (giacché una gran parte del popolo andava quotidia¬ namente dov’egli si trovava) ‘ si suscitarono, e ragunati si mossero per andargli incontro. Don Abbondio ' era stato quei di5 un po' malato; giacché credo di aver già accen¬ nato altrove, che la sua salute era soggetta ad alterazioni improvvise, quanto quella d'un diplomatico; ma in quel giorno dovette risolversi di star bene:' si pose alla testa

  • Nell'autografo Cap. (quello che sarà) — 1 Linea accanto a due

righe, e a margine, in penna: «Sprezzatura e precisione, caro amico, e*D. Abbondio che primeggi, perché la narrazione languisce. E fa¬ cilissimo: .... „ a- Terminata la visita al villaggio di Maggianico, e quella di tre o quattro altre terre vicine, venne la volta di D. Abbondio. D. Ab¬ bondio era stato quei di un po’ malato ...» — • parecchie — 3 su¬ scitati e — 4 Segno a margine, in penna. — 5 poco bene — r* Segno con richiamo a margine, in penna, e : «si pose alla testa de’ suoi terraz¬ zani — di quelli cioè che erano rimasti a casa, giacché (da tutti i luo¬ ghi da questo luogo come da tutti quei dintorni accorreva [no] quoti¬ dianamente] accolte | molte una folla di persone a quella chiesa ove CAPITOLO [IV] - TOMO 111.