Pagina:Gobetti - La frusta teatrale,Corbaccio, 1923.djvu/124

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-ci è la ragione per cui Berrini, Forzano, Adami invece di pagare per essere rappresentati riscuotono laute percentuali. Anche in questa occasione i capocomici si sono rivelati cervelli fini. Essi sono disposti a pagare per le prime: ma vogliono ridurre le percentuali per le rappresentazioni seguenti. Proteste degli autori che vivono di un patrimonio antico: — ma non sono proprio le commedie che si reggono per molti anni le più degne? — Sembra che i capocomici siano di diverso avviso e attribuiscano a scenari, costumi e altre contraffazioni questo onore.

Del resto la proposta delle Compagnie drammatiche recherebbe non una rivoluzione, ma il riconoscimentq giuridico di uno stato di fatto. Tenuti presenti certi squallori di arte e di stile, i comici tendono a pagare nella commedia non l’opera spirituale che non esiste, ma il lavoro materiale, il numero delle pagine scritte. La condizione sociale dell’autore è quella del salariato. -Diventa inutile il cottimo quando l’ingegno è rigido e freddo. Si tratta di operai manuali? paghiamoli alla consegna della merce, un tanto all’ora.


Il concetto di una compagnia di complesso con grandi nomi, come una volta si usava è definitivamente tramontato e non’rimane che prenderne atto. Si potrebbe ottenere il «complesso» solo con umili e mediocri attori, scelti con intelligenza. Il teatro diventando popolare sopporta le conseguenze della sua diffusione: i grandi artisti non nascono come mosche e invece di raccoglier-