Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1907, I.djvu/311

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IL PRODIGO 257


Colombina. È obbligo mio.

Trappola. Sopra tutto non state a dar parole a quel briccone di Truffaldino.

Colombina. Oh, non vi è pericolo.

Truffaldino. (Smania).

Trappola. Basta, ho qualche buona intenzione sopra di voi: se saprete fare, vi sposerò.

Colombina. Sarebbe troppa fortuna per me.

Trappola. Da qui a pochi giorni, vi parlerò con maggior fondamento. Portatevi bene, e Truffaldino mandatelo al diavolo.

Colombina. Oh, l’ho di già mandato.

Truffaldino. (Come sopra).

Trappola. Addio, cara. Vado a provvedere per la tavola. (Se troppo resto qui, le pietanze calano). (da sè, osservando la borsa)

Colombina. Non vi scordate di me.

Trappola. Eh! ci penso anche troppo. (parte)

SCENA VI.

Colombina e Truffaldino.

Colombina. E ben sciocco, se se lo1 crede....

Truffaldino. (Si fa vedere).

Colombina. Vieni, vieni, il mio caro Truffaldino.

Truffaldino. Con chi parlela, patrona?

Colombina. Cosa c’è? Sei tu in collera meco?

Truffaldino. Sopra tutto non dare2 parole a quel briccone di Truffaldino. Oh, non vi è pericolo.

Colombina. Oh, quanto mi vien da ridere di quel caro pazzo di Trappola.

Truffaldino. Mandatelo al diavolo Truffaldino. L’ho già mandato.

Colombina. Ti dirò la cosa com’è.

Truffaldino. No gh’è bisogno da dirme altro. So tutto. L’amigo ha messo man alla borsa e l’interesse ha dà una scalzada all’amor.

  1. Zatta: se lo.
  2. Zatta: non date.